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Verbale Consiglio Pastorale 5 del 18-02-2010

GIOVEDI' 18 FEBBRAIO 2010

1. Saluto del parroco

Don Raffaele saluta i partecipanti all'incontro manifestando il suo dispiacere per la poca presenza dei consiglieri, raccontando che, in vicariato, un incontro è stato rinviato 3 volte consecutive per poca partecipazione.

Prosegue ricordando due impegni:

• La Messa per l'unzione dei malati, il 6 giugno alle ore 16:30, da organizzare. Don Raffaele invita ad interessarsi riguardo a quelle persone che non possono venire a Messa per problemi di trasporto ed in caso vedere di andarle a prendere.

• Gli anniversari di per il 25° e il 50° anno di matrimonio verranno festeggiati il 16 maggio alle ore 10.

2. Riflessione su una parte della parabola del buon Samaritano di Annalisa

Il samaritano era una persona da evitare, non era una ebraico, era una eretico; Gesù sottolinea però che anche le persone che non consideriamo possono avere compassione (movimento interno delle viscere, forte interesse per il bene dell'altro).

Un consigliere pastorale in primis deve essere mosso da compassione, la vita degli altri gli deve stare a cuore anche con piccoli gesti, l'ascoltare e condividere esperienze personale.

3. PERSONALMENTE IO COME PARTECIPO ALLA VITA' DELLA COMUNITA'?

Annalisa introduce il primo punto dell'ordine del giorno ovvero la partecipazione personale alla comunità parrocchiale, chiedendo di non fare un elenco delle attività svolte in comunità, ma di guardarsi interiormente e di capire quanto sta a cuore la comunità, puntualizzando che non si vuole puntare il dito contro nessuno, ma che si vuole fare un momento di verifica insieme.

In seguito vengono presentate le testimonianze dei consiglieri:

Suor Giovanna. Io non ho un compito specifico in questa comunità, faccio parte di un cammino comunitario, la mia vita parrocchiale è parte integrante del mio vivere, è la mia fonte battesimale a cui attingere........abbiamo due preti fantastici che fanno molto per noi e apprezzo voi come comunità parrocchiale che ha lavorato molto da quando sono arrivata qui, si è fatto un buon cammino ed ora è proprio una comunità vera. Da voi ho ricevo e so che riceverò ancora molto.

Suor Giovanna continua parlando della sua situazione attuale.

E' da molto che sono qui a Noventa oramai sono quasi 11 anni e molte volte i superiori mi avevano detto che mi avrebbero assegnato altri incarichi, ma infine sono sempre restata qui, vedremo cosa mi riserverà il futuro Infine conclude parlando di Suor Monica:" ora è segretaria generale ad Assisi e sta studiando Teologia sono molto contenta per lei."

Francesca. "Io amo la mia comunità perché vivo intensamente l'Eucarestia comunitaria, per me è molto importante. Quel poco che faccio per la comunità lo faccio con gioia; a tutte quelle persone malate che vado a trovare non porto solo la mia presenza, ma cerco di portare Gesù. Mi sono resa conto di quanto il segno nelle celebrazioni siano importanti, ci fanno vivere l'Eucarestia più in profondità.

Francesca continua informandoci riguardo l'iniziativa della Caritas, la san Vincenzo ed altri gruppi di a distanza di due bambini; ed infine conclude riflettendo sulla pocaadozioni sensibilità alla partecipazione ai funerali delle persone della nostra comunità!

Don Raffaele commenta: ho notato che qui a Noventa non c'è molta sensibilità e presenza comunitaria nei funerali, c'è poco senso di paese; per esempio sono stato molto colpito nel vedere, al funerale di Don Angelo pochi parrocchiani e invece molta gente non di Noventa.

Allora il passaparola deve essere il mezzo per sensibilizzare i parrocchiani a partecipare a questo opere spirituali e di misericordia.

Non voglio istituire un servizio per quanto riguarda il canto e le letture, perché diventerebbe un dovere non un offrirsi per la comunità.

Annalisa. Io sto bene nella comunità, mi sento accolta, la sento come casa mia. Sono dentro a tante iniziative, ma non in tutte, e questo a me dispiace molto. Un'altra cosa che noto è che con le attività che svolgo in comunità ho la possibilità di creare ed avere molti

rapporti con nuove persone, ma che purtroppo non sono continuativi nel tempo, forse perché non li curo molto. Devo però ringraziare per le opportunità che mi sono date di operare attivamente in parrocchia.

Dario. E' da poco che vivo la comunità in maniera attiva e piena;però è un periodo in cui sono un po' in difficoltà perché fino a poco tempo fa ero abituato ad essere guidato ed essere spronato nella fede; ora che sono cresciuto gli sproni devo cercarli io e a volte per pigrizia altre perché la quotidianità della vita non me lo permette non riesco a trovarli ed allora sento che mi manca qualcosa,; camminare con le proprie gambe non è semplice, ma fa crescere molto. Per me l'appuntamento domenicale con l'Eucarestia è un momento imperdibile e soprattutto indispensabile, perché sento il bisogno di stare vicino a Gesù, di ascoltare la sua parola. Oggi vedo la comunità con occhi diversi, con occhi interessati, con un pensiero sempre su essa.

Don Raffaele. Quest'anno Dario, insieme ad Alberto e ad altre persone, ha sviluppato l'esperienza del Cinema per i ragazzi, abbiamo avuto in media una trentina di ragazzi prevalentemente delle elementari. Si è fatto esperienza su questo e nei prossimi anni si potrà sviluppare migliorando le cose che non hanno tanto funzionato e cercando diintrodurre nuove persone.

Chiara. Per me la comunità é qualcosa di nuovo in quanto ho vissuto molte esperienze fuori dalla mia comunità che mi hanno fatto crescere. Oggi però queste stesse esperienze mi sono servite per poter rivedere oggi la comunità a cui appartengo e ad avere il desiderio di viverla intensamente nell'Eucarestia e partecipando a varie attività sapendo che non riesco ad esserci ad ognuna di esse, ma vivendo quello che faccio con gioia e pienezza.

Riccardo. La mia fede è direttamente proporzionale alla comunità; io fin ad un certo punto della mia vita non sapevo cosa fosse una comunità, poi però grazie a molte persone ho scoperto cosa è la fede, ho capito cos'è la comunità e mi sono innamorato di questo; oggi mi impegno a viverla a pieno.

Anche nel lavoro cerco di vivere da buon cristiano coerente e un riscontro e l'ho con tutte le persone che incontro e che vedono in me un volto contento anche se questo momento di crisi non porterebbe ad essere molto felici. Non bisogna aver paura di testimoniare, bisogna potare Gesù con semplicità.

Michela. Qualche giorno fa, sono andata ad un Battesimo, non qui a Noventa, e sono stata colpita, in negativo, dalla poca importanza che il sacerdote dava ai vari segni battesimali, alle parole che ad usato per accogliere i bambini nel mondo cristiano. Per me i sacramenti sono dei riti molto importanti e come tali, per viverli e capirli a pieno, devono essere svolti cercando di valorizzare al massimo tutti i segni di cui essi sono composti. Mi ricordo ed apprezzo molto allora il modo in cui Don Angelo dava importanza ai vari segni durante l'Eucarestia, la solennità che gli dava.

Mi piace la mia comunità. Sto cercando di dare il massimo in rispetto della mia vita di coppia e genitore. Comunque la corale, per me, è un modo per essere presente nei momenti importanti della comunità.

Angela. Io sono cresciuta qui a Noventa, all'interno di questa comunità, la sento come casa mia. Faccio fatica a staccarmi da questa quando, per esempio, vivo l'Eucarestia in altre parrocchie, non riesco a viverla come le vivo qui; io sono innamorata della mia comunità. Non ho un compito specifico, ma quello che io cerco fare e di trasmettere e condividere il mio amore per questa comunità agli altri.

Alberto. Sono colpito dalla quantità di persone che frequenta la chiesa durante il giorno e questo mi rende molto felice. Mi piace la mia comunità, cerco di essere presente il più possibile e accetto ogni proposta che mi viene fatta anche se poi faccio fatica ad avere rapporti con altre persone e a volte ad espormi per portare avanti le idee.

Claudia. Qui mi sento a casa, sono presente nella mia comunità a volte solo fisicamente, perché si fa fatica, ma cerco di vivere sempre in pienezza tutte le attività che faccio.

Annalisa commenta che bisogna vivere la fede non legati ad una persona in particolare, ma bisogna vivere una fede matura che va al di là della persona, ma che è centrata in Dio.

Franco. Vivo la mia fede con la mia famiglia andando a Messa nei luoghi significativi per la nostra famiglia, quindi non sempre vengo a messa qui a Noventa, a parte la mia presenza al consiglio pastorale non pratico in modo attivo questa comunità.

Galdino. Abbiamo peccato di chiusura per molto tempo e come presidente della San Vincenzo vi chiedo scusa, stiamo cercando di sradicare le vecchie mentalità, in modo di avere una mentalità più aperta ed accogliente.

Ho avuto la possibilità di vedere altre situazioni diocesane e mi rendo sempre più conto dell'esistenza di tante e diverse realtà che hanno molto bisogno di molto aiuto e di poche persone che danno una mano. Per questo voglio dire che le porte della San Vincenzo sono sempre aperte a tutti, anche se si vuole soltanto vedere quello che noi facciamo.

4. Comunicazioni

Annalisa comunica che dal 14 al 21 di marzo ci saranno gli Scrutini di Mimosa e il 4 aprile Mimosa verrà battezzata. (Chiedere ad Annalisa per altre informazioni.

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Parrocchia Santi Pietro e Paolo
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Parrocchia:  349 8830348 - Patronato: 345 0873690 - Scuola dell'infanzia Sacro Cuore: 049 625476 - Ex Cinema: 370 3541711